Le fiabe come strumento di sviluppo organizzativo

Tra neuroscienze, archetipi e coaching: perché il linguaggio simbolico può trasformare il modo in cui le persone apprendono, collaborano e affrontano il cambiamento.

Quando propongo un'attività basata sulla fiaba durante un percorso di team building, la reazione iniziale è quasi sempre la stessa. Qualcuno sorride. Qualcuno pensa che si tratti di un esercizio creativo. Qualcuno si chiede cosa possa avere a che fare una fiaba con la leadership, la collaborazione o il cambiamento organizzativo.

È una domanda legittima perché siamo abituati a considerare la fiaba come un racconto destinato ai bambini, mentre in realtà rappresenta una delle più sofisticate forme di rappresentazione dell'esperienza umana.

È proprio questa caratteristica a renderla uno straordinario strumento di lavoro nelle organizzazioni.

Prima delle neuroscienze

Molto prima che le neuroscienze iniziassero a studiare come il cervello costruisce il significato della realtà, alcuni studiosi avevano intuito la straordinaria forza trasformativa della fiaba.

Vladimir Propp dimostrò che, al di là delle infinite differenze tra i racconti popolari, esiste una struttura ricorrente fatta di funzioni narrative e ruoli costanti. Cambiano i personaggi, ma il viaggio rimane sorprendentemente simile.

Carl Gustav Jung vide nelle fiabe l'espressione spontanea degli archetipi: immagini universali che appartengono all'inconscio collettivo e che continuano a parlare all'essere umano indipendentemente dall'epoca e dalla cultura.

Successivamente Bruno Bettelheim mostrò come le fiabe aiutino ad affrontare conflitti interiori e passaggi evolutivi proprio perché parlano il linguaggio del simbolo e non quello della spiegazione razionale.

Tre prospettive differenti, un'intuizione comune: le persone cambiano più facilmente quando riescono ad attribuire un nuovo significato alla propria esperienza.

Cosa ci dicono oggi le neuroscienze

Le neuroscienze cognitive hanno contribuito a spiegare perché questo accade. Il cervello non si limita a registrare semplicemente informazioni, ma costruisce continuamente interpretazioni.

Quando ascoltiamo una storia, attiviamo processi di mental simulation: immaginiamo scenari, anticipiamo conseguenze, comprendiamo le intenzioni dei personaggi e mettiamo in relazione ciò che stiamo vivendo con la nostra esperienza. Durante questo processo risultano coinvolte anche reti cerebrali associate alla memoria autobiografica, all'autoriflessione e alla costruzione di significato.

In altre parole, una narrazione oltre a trasmettere informazioni offre uno spazio nel quale possiamo riorganizzare il modo in cui leggiamo la realtà.

Ed è esattamente ciò che accade anche nei gruppi di lavoro.

Quando una fiaba racconta un'organizzazione

Durante un workshop con il management di un'azienda familiare impegnata in un importante cambiamento organizzativo proposi l’esercizio di costruire insieme una fiaba.

Dopo un iniziale scetticismo, il gruppo iniziò a raccontare la storia di un regno attraversato da un grande ponte che nessuno utilizzava più. Ogni villaggio preferiva costruire la propria strada invece di collaborare con gli altri.

Quando la storia terminò, nella sala cadde il silenzio. Poi una manager disse: "Quel ponte è il nostro reparto."

Da quel momento non fu più necessario parlare di metafore. Il gruppo iniziò spontaneamente a riflettere sulla collaborazione tra funzioni, sulla fiducia, sulla circolazione delle informazioni e sulle responsabilità condivise.

La fiaba aveva reso visibile ciò che, fino a quel momento, nessuno era riuscito a dire.

La fiaba come dispositivo organizzativo

È questo il motivo per cui utilizzo le fiabe nei percorsi di coaching e di sviluppo dei team. Si tratta di attivare un dispositivo capace di far emergere modelli mentali, convinzioni, relazioni e significati condivisi.

Le organizzazioni cambiano quando cambiano i processi e i processi cambiano davvero solo quando cambiano le mappe mentali delle persone che li abitano. Il linguaggio simbolico proposto dalla fiaba rappresenta uno degli strumenti più efficaci per favorire questa trasformazione.

Questa visione accompagna da molti anni il mio lavoro come coach e formatrice ed è confluita anche nel libro Il Fiabaverso, nel quale esploro il valore della fiaba come strumento di crescita personale e professionale, intrecciando il contributo teorico di numerosi autori con esperienze di coaching e sviluppo organizzativo.

Perché le fiabe incarnano la struttura con cui gli esseri umani cercano significato, affrontano il cambiamento e immaginano il futuro.